Amministrazione condivisa e patti di collaborazione: cittadini e istituzioni alleati per la cura dei beni comuni
Martedì 9 giugno, presso il Centro Studi Città di Foligno, si è svolto l’incontro dibattito “Amministrazione condivisa e patti di collaborazione: una nuova alleanza tra cittadini e istituzioni per Foligno“. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Cifre – in collaborazione con Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, con il patrocinio del Comune di Foligno e con il contributo di Integra ESG Partner Network – per approfondire strumenti e pratiche di collaborazione tra cittadini e amministrazioni nella cura dei beni comuni. Dopo l’introduzione al tema di Diego Donati, vicepresidente di Cifre, sono intervenuti Alessandra Valastro, docente di Diritto pubblico all’Università di Perugia e componente del direttivo di Labsus, e Stefano Santaniello, community manager e animatore di comunità presso la Cooperativa Borgorete.
Donati ha illustrato il significato dell’amministrazione condivisa, soffermandosi in particolare sui patti di collaborazione, strumenti che consentono a cittadini singoli, gruppi informali, associazioni e amministrazioni pubbliche di costruire percorsi condivisi per la cura dei beni comuni. Alla base di questo modello vi è l’idea che il cittadino non sia soltanto destinatario di servizi pubblici, ma possa diventare un alleato delle istituzioni nella ricerca di soluzioni a problemi collettivi. Un’impostazione che trova il proprio fondamento nell’art. 118 della Costituzione che, a partire dal principio di sussidiarietà orizzontale, invita le amministrazioni a favorire l’iniziativa autonoma dei cittadini per attività di interesse generale. Donati ha poi richiamato alcuni esempi di applicazione concreta dell’amministrazione condivisa, come la rigenerazione del Parco Tevere Magliana a Roma e il progetto “AttivaMente Insieme” nel Comune di Rosignano Marittimo, evidenziando come questi strumenti possano contribuire non solo alla cura di spazi e servizi, ma anche al rafforzamento della fiducia tra cittadini e istituzioni.
Valastro ha sottolineato la portata innovativa del patto di collaborazione come strumento giuridico amministrativo, fondato su un rapporto paritario tra amministrazione e cittadini – pur nel rispetto dei diversi ruoli e responsabilità – e sull’idea che la cura dell’interesse generale possa essere perseguita attraverso forme di responsabilità condivisa. La proposta di un patto di collaborazione può nascere sia dai cittadini che dalle amministrazioni pubbliche, dando vita a quella che Valastro ha definito una vera e propria “alleanza” tra istituzioni e comunità. Uno dei principali punti di forza dei patti consiste nella loro capacità di valorizzare energie civiche che spesso rimangono escluse dagli strumenti tradizionali di partecipazione, consentendo di mettere in rete iniziative già presenti nelle comunità e trasformarle in percorsi strutturati di crescita sociale, culturale ed economica.
I regolamenti per l’amministrazione condivisa non contengono un elenco rigido di attività consentite o vietate; essi sono invece una cornice aperta che consente a cittadini, associazioni e gruppi informali di individuare volta per volta i beni comuni di cui intendono prendersi cura. Ciò che rende un bene “comune” non è una classificazione preventiva, bensì il riconoscimento del suo valore da parte della comunità e la volontà condivisa di attivarsi per la sua tutela e valorizzazione. Ogni territorio sviluppa così soluzioni diverse, modellate sulle proprie esigenze, sulle relazioni esistenti e sulle caratteristiche della comunità locale.
Valastro ha ricordato che il primo regolamento per l’amministrazione condivisa è stato adottato dal Comune di Bologna nel 2014, frutto del lavoro del prof. Gregorio Arena, di Labsus e dell’amministrazione comunale, aprendo la strada a un’esperienza che si è progressivamente diffusa in tutto il Paese: oggi i Comuni dotati di regolamenti per l’amministrazione condivisa sono oltre trecento e i patti di collaborazione stipulati si avvicinano ai quindicimila. Uno sviluppo che ha gradualmente ampliato gli ambiti di applicazione dello strumento, passando dalla cura del verde urbano e degli spazi pubblici a progetti più complessi riguardanti il patrimonio culturale, la gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata, il contrasto al caporalato, l’inclusione sociale e la rigenerazione economica dei territori.
L’intervento di Santaniello si è concentrato sulle esperienze sviluppate in Umbria nell’ambito delle comunità educanti e dei patti educativi di comunità. Se per lungo tempo l’educazione è stata considerata una responsabilità quasi esclusiva della scuola e della famiglia, le fragilità emerse negli ultimi anni – dall’isolamento sociale al disagio giovanile, fino alle nuove dipendenze e alle difficoltà legate all’utilizzo degli strumenti digitali – hanno mostrato i limiti di questo approccio. Da qui la necessità di costruire comunità educanti, fondate sulla responsabilità condivisa di tutti i soggetti che contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni, come avvenuto nel progetto “Urban Education Network”. Peraltro l’aspetto più rilevante del progetto, nato dall’incontro tra scuole, famiglie, amministrazioni locali, associazioni e operatori sociali, non è stato tanto nelle singole attività realizzate quanto nelle relazioni costruite tra soggetti che spesso operavano sullo stesso territorio senza conoscersi o collaborare.
Per rendere stabili e durature tali esperienze, ha evidenziato Santaniello, il percorso si è progressivamente intrecciato con gli strumenti dell’amministrazione condivisa: attraverso il supporto metodologico e scientifico di Labsus, diverse realtà territoriali hanno iniziato a formalizzare alleanze educative tra scuole, amministrazioni, associazioni e cittadini. Nel corso degli anni, l’esperienza delle comunità educanti ha inoltre contribuito ad ampliare il concetto stesso di beni comuni. Accanto ai beni materiali – parchi, edifici pubblici, biblioteche o piazze – sono emersi beni immateriali altrettanto importanti, come la fiducia, le relazioni sociali, le competenze diffuse e l’educazione stessa.
A portare una testimonianza concreta di cittadinanza attiva è stato Alessandro Mellucci, giovane cittadino di Magione impegnato nella pulizia volontaria di un campo da basket pubblico in condizioni di degrado. Un semplice gesto di cura civica nato dalla volontà di rendere nuovamente fruibile un luogo di aggregazione e sport per i ragazzi del territorio. L’iniziativa ha contribuito a sensibilizzare altre persone: Mellucci ha raccontato come un altro ragazzo, dopo aver visto il suo esempio, abbia deciso spontaneamente di sostituire le reti dei canestri del campo.
Tale testimonianza ha dimostrato che nei territori esistono già numerose forme di cura spontanea dei beni comuni e della comunità; spesso si tratta di iniziative individuali o informali che rimangono invisibili, ma che potrebbero essere valorizzate, riconosciute e inserite all’interno di percorsi strutturati di corresponsabilità tra cittadini e istituzioni. Un esempio concreto di come l’amministrazione condivisa non rappresenti un modello teorico, ma uno strumento capace di mettere in rete risorse già presenti nelle comunità e orientarle verso obiettivi di interesse generale. Mellucci ha infatti evidenziato come i cittadini possano mettere a disposizione tempo, energie e presenza costante sul territorio, mentre l’amministrazione potrebbe contribuire con attrezzature adeguate, interventi strutturali per migliorare gli spazi, supporto organizzativo e procedure semplificate per promuovere attività sportive e momenti di aggregazione.
Le esperienze raccontate nel corso dell’incontro dimostrano che questi strumenti, già sperimentati con successo in molte città italiane, potrebbero rappresentare un’opportunità anche per Foligno. Come Associazione Cifre, vogliamo quindi continuare a promuovere una riflessione sull’amministrazione condivisa e sui patti di collaborazione, nella convinzione che a Foligno esista già un patrimonio di cittadini attivi, associazioni e realtà civiche su cui costruire nuove forme di collaborazione tra comunità e istituzioni.
Materiali di approfondimento
- Tesi magistrale di Diego Donati: “ L’amministrazione condivisa: modelli e pratiche per la cura delle persone” https://drive.google.com/file/d/1q2w34s0QGkGa4cXMw2jqOpxVsI7hSp8l/view?usp=sharing
- Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà https://www.labsus.org/
- Video-testimonianza di Alessandro Mellucci https://www.instagram.com/reel/DZLi0UAuxCM/
Rassegna stampa
- https://www.rgunotizie.it/2026/06/05/amministrazione-condivisa-la-sfida-di-cifre-per-ridisegnare-la-partecipazione-a-foligno/
- https://www.folignooggi.it/amministrazione-condivisa-nuovo-modello-di-gestione-pubblica/42855/









